Studio: La pirateria in realtà aiuta le piccole produzioni cinematografiche a guadagnare

Fermare la pirateria di Internet può beneficiare i  registi – ma solo alcuni registi, e solo in alcuni casi.

Questa è almeno una delle considerazioni di uno studio recente degli economisti della SMunich School of Management  e della Copenhagen Business School. Attingendo dai dati di quasi cinque anni, gli economisti hanno confrontato i ricavi al botteghino, prima e dopo la chiusura di Megaupload.com, il famigerato sito di file-hosting che, con i suoi numeri, un tempo rappresentava il 4 per cento del traffico Internet di ogni giorno. Hanno teorizzato che, se la pirateria su Megaupload danneggia le vendite tanto quanto afferma l’industria cinematografica, i profitti sarebbero notevolmente aumentati dopo l’arresto del sito.

Questo è accaduto per alcuni film, come “Harry Potter” e “L’era glaciale” – secondo una precedente ricerca di alcuni economisti. Ma il quadro reale è molto più sfumato, dichiarano i ricercatori. I grandi film ne hanno beneficiato soprattutto nei paesi in cui Megaupload era già veramente impopolare. Le piccole e medie produzioni cinematografiche non ne hanno beneficiato affatto – in realtà hanno visto i ricavi del loro box office in caduta libera, anche quando sono stati considerati altri fattori.

Com’è possibile? I ricercatori non sono ottimisti, ma hanno qualche idea in proposito. Immaginate, dicono, che due amici spesso parlino di cinema, ma l’amico A guarda film pirata e l’amico B no. Quando Megaupload chiude, l’amico A non consiglia più i film all’amico B onesto, il quale quindi non va al cinema a vederli.

Per “Harry Potter”, non è un gran problema – tutti sanno di “Harry Potter”, grazie all’enorme campagna pubblicitaria targata Warner Brothers ‘. Ma per una produzione più piccola che basa la sua visibilità sul passaparola, la perdita di questo può incidere negativamente. (Per inciso, questo è un punto che i creatori di “Game of Thrones” hanno toccato molte volte.)

“Riteniamo che il nostro studio offra un’importante considerazione ai fini della strategia da seguire”, scrivono gli autori – ma sarebbe più corretto dire un’”importante complicazione”. Quando la pirateria online ha effetti positivi e negativi, dicono, evitare gli effetti negativi non è così facile come bloccare i pirati.

Aggiornamento: Questi risultati sono, e non sorprende, piuttosto controversi. Kate Bedingfield, il vice presidente delle comunicazioni aziendali per la Motion Picture Association of America, ha messo in discussione la metodologia applicata nello studio e quelle che lei definisce conclusioni “speculative”. La MPAA ha inviato questa dichiarazione:

Una verifica indipendente della ricerca accademica ha dimostrato,  infatti, che la stragrande maggioranza delle ricerche disponibili dimostrano che la pirateria danneggia le vendite. E un recente studio condotto dalla Carnegie Mellon University ha scoperto che le vendite digitali nei paesi in cui Megaupload era popolare sono aumentate dopo la chiusura di Megaupload. E in effetti, il documento di Monaco e Copenaghen osserva che le vendite al botteghino sono aumentate dopo l’arresto di Megaupload per un segmento importante di titoli che non definiscono con chiarezza, anche se è difficile dalle descrizioni dello studio determinare esattamente quali sono i controlli effettuati e i campioni presi in considerazione, quali sono gli altri fattori chiave di questo aumento.

Purtroppo, per trarre le loro conclusioni, gli economisti di Monaco e Copenaghen hanno ignorato un aspetto critico del quadro del botteghino – la tempistica e altri fattori sono completamente estranei all’impatto che Megaupload ha potuto avere sulle performance al botteghino di piccole, medie o grandi produzioni cinematografiche .

Per quello che vale, i ricercatori hanno eseguito una serie di analisi statistiche per controllare variabili come la tempistica. E’ possibile saperne di più consultando le pagine sette e otto del loro articolo, disponibile qui.

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