Robot combatte coaguli cerebrali

Quando una persona ha un coagulo di sangue in alcune zone del cervello, i chirurghi devono valutare i pro e contro del procedere alla sua rimozione, considerando se vale la pena rischiare il potenziale danno che potrebbe verificarsi al tessuto circostante. Questo delicato dilemma è il motivo per il quale i ricercatori della Vanderbilt University hanno progettato un robot speciale che potrebbe aspirare i coaguli di sangue, riducendo al minimo i danni al cervello.

L’università ha dichiarato che questo nuovo sistema chirurgico robotico usa aghi “sterzabili” che possono andare dietro gli angoli e raggiungere zone in cui i chirurghi prima non potevano accedere con facilità. Con la guida di un chirurgo, il robot pratica una apertura molto piccola nel cervello per poi essere guidato usando imaging medico (es. TAC). In seguito, gli aghi possono raggiungere la zona dell’emorragia cerebrale e succhiare il coagulo di sangue al suo interno.

Il sistema è costituito da un tubo esterno dritto e da un tubo interno ricurvo, i quali di diametro misurano entrambi meno di un ventesimo di pollice, secondo i ricercatori della Vanderbilt. Una volta che gli aghi raggiungono il coagulo, una pompa viene attivata per procedere come un’aspirapolvere all’aspirazione del materiale coagulato. Finora i ricercatori hanno testato con successo questo sistema di ago su un fantomatico modello di grumi di gelatina (nella foto sopra), e rimosso il 92% del materiale.

“La parte più difficile dell’operazione giunge dopo aver rimosso una notevole quantità di coagulo,” Robert Webster, uno dei ricercatori di Vanderbilt, ha dichiarato in un comunicato stampa. “La pressione esterna può causare il collasso parziale dei bordi del coagulo rendendo difficile tenere traccia dei suoi confini. ”

I ricercatori di Vanderbilt dicono che il sanguinamento nel cervello – noto come “emorragia intracerebrale” – è in realtà un problema medico comune: c’è una possibilità su 50 che possa accadere nella vita di una persona. L’emorragia può causare gravi danni cerebrali e il 40% delle persone colpite finisce per morire entro un mese. Con il lavoro che stanno svolgendo, i ricercatori sperano di ridurre il tasso di mortalità a zero.

L’università ha affermato che un progetto futuro potrebbe combinare imaging ad ultrasuoni con “un modello al computer di come il tessuto cerebrale si deforma,” per assicurarsi che tutto il materiale del coagulo venga estratto “in modo sicuro” ed “efficace”.

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